:)

fra2DZero

In questo BLOG la volontà è racchiusa nella D di fra2DZero

DJI Osmo Pocket 4P, la mia recensione

Doppio obiettivo, zoom ottico e gamma dinamica a 17 stop spiegati anche a mia nonna

Ho tenuto in tasca la Osmo Pocket 3 per mesi, tra un viaggio e l’altro. Oggi però, a ridosso delle mie vacanze estive arriva in Italia la DJI Osmo Pocket 4P. La mia non vuole essere una recensione a freddo, uscita dopo due giorni di prova. È il resoconto di chi l’ha studiata e cominciata ad usare per quello che promette di essere: una macchina da diario quotidiano, l’oggetto da inserire nel proprio EDC senza particolari pensieri. Chi veniva dalla Pocket 3 sa già cosa intendo. Chi la sta scoprendo ora, forse, troverà qui qualche risposta pratica in più di quelle che si leggono nelle solite schede o nelle recensioni generaltiche.

Il secondo obiettivo, finalmente

La novità che pesa di più, in assoluto, è il doppio obiettivo con zoom ottico 3x. Non uno zoom digitale spacciato per tale, ma un vero secondo sensore come teleobiettivo, che entra in gioco senza perdita di qualità quando si passa dal grandangolo alla focale più stretta.

In pratica cambia il modo di girare. Con la Pocket 3 il grandangolo era quasi un obbligo: bello per gli ambienti, meno per isolare un soggetto o avvicinarsi a un dettaglio senza muovere fisicamente la fotocamera. Con la 4P questo limite cessa di esistere. Per chi fa riprese di viaggio, dove spesso non puoi o non vuoi avvicinarti troppo a quello che stai filmando, è una differenza che si sente.

Gamma dinamica a 10 stop spiegata a mia nonna

Chi si è approcciato nell’acquisto di una videocamera si sarà imbattuto nella frase: “gamma dinamica a X stop”. Come se fosse ovvio cosa significhi. Credo valga la pena spiegarlo bene, perché è uno dei motivi per cui le immagini di questa fotocamera reggono meglio le condizioni difficili e un tratto distintivo verso le sorelle minori.

Immaginate di fotografare una stanza con una finestra aperta su un giorno di sole. Da un lato hai la luce fortissima che entra dalla finestra, dall’altro l’ombra dell’angolo opposto. Una fotocamera con poca gamma dinamica ti costringe a scegliere: o vedi bene fuori dalla finestra e l’interno diventa nero, o esponi per l’interno e la finestra diventa un rettangolo bianco senza dettagli.

Gli stop misurano quanto quella forbice, tra il punto più luminoso e quello più scuro, può essere ampia mantenendo dettaglio in entrambi gli estremi. Più stop avete, più il margine per gestire scene di questo tipo senza sacrificare né le luci né le ombre diventa ampio. La Osmo Pocket 4P lavora con un profilo D-Log 2 che, in condizioni ottimali, arriva fino a 17 stop, un valore alto per una fotocamera di queste dimensioni. Nella pratica significa meno cieli “bruciati” durante le riprese all’aperto, meno ombre chiuse e nere quando fotografi controluce, e più margine di modifiche in post.

Quello che manca: il FrameTap

Qui arriva la parte meno felice del racconto. Avevo comprato la Osmo Pocket 3 nella versione Creator Combo, quella più completa dal punto di vista degli accessori, e per la 4P la scelta più logica è stata dunque quella di acquistare la versione base. A conti fatti è la scelta che ha più senso per chi già possedeva accessori dalla generazione precedente.

Quello che mi è dispiaciuto davvero è non aver avuto la possibilità di acquistare a parte al day one il telecomando FrameTap. È l’accessorio che trasforma le riprese in solitaria. Avere la possibilità di controllare la camera a distanza senza sforzo è un grande game change. Chi lo ha ricevuto nel proprio bundle ha in mano uno strumento che semplifica parecchio l’autoripresa. Io no, e onestamente è un rammarico concreto. Chi viaggia da solo e si riprende spesso sa quanto possa fare la differenza avere un riscontro immediato dell’inquadratura senza dover indovinare.

Ho sopperito con l’app DJI Mimo, che funziona come monitor remoto via Wi-Fi. Non è la stessa immediatezza fisica di un telecomando dedicato, ma è una soluzione onesta. Per ora basta, ma resta un compromesso, non una scelta.

Uso quotidiano: ingombro, memoria, autonomia percepita

Sull’ingombro, che spesso viene citato come limite di questi gimbal camera compatti, la mia esperienza è opposta. La dimensione ridotta non mi ha mai frenato, anzi. Mi ha permesso di lasciare l’iPhone in tasca molto più spesso di quanto pensassi. Tirare fuori la Pocket 4P è un gesto più immediato e meno formale che aprire la fotocamera dello smartphone, soprattutto quando si tratta di catturare qualcosa al volo durante un viaggio, senza il rischio di finire distratto da notifiche o altre app. Aggiungo una nota, la Osmo Pocket (qualsiasi modello sia) è diventata molto più discreta nelle riprese street rispetto a uno smartphone, probabilmente perché non viene riconosciuta come strumento che “Ruba” la privacy.

Ripstto al passato non dovete preventivare -nell’immediato- l’acquisto di una microSD. La osmo pocket 4P infatti porta in dote una memoria interna da ben 128GB, insomma potete portare a casa i ricordi senza particolari difficoltà.

Rispetto alla Pocket 3, cosa cambia sul serio

Non desidero trasformare questa recensione in un confronto punto per punto con la generazione precedente, ma vale la pena dire cosa mi ha davvero convinto a fare l’upgrade. Non uno solo di questi elementi, ma la somma:

  • Il nuovo sensore principale da 1″, differenza che si vede soprattutto in condizioni di luce difficile
  • Il secondo obiettivo con zoom ottico, che aumenta la creatività consentendomi più riprese
  • La memoria interna integrata, comoda quando non si vuole dipendere da microSD
  • Il profilo D-Log 2, che dà più margine in fase di editing

Chi possiede già la generazione precedente e la usa in modo occasionale probabilmente non sente l’urgenza di cambiare. Chi invece la usa spesso, e si scontra regolarmente con i limiti del solo grandangolo, troverà nel doppio obiettivo una ragione sufficiente da sola.

Prezzo, in breve

Sul prezzo non mi dilungo. In Italia la Osmo Pocket 4P si colloca in una fascia più alta rispetto alla Pocket 3, coerente con l’aggiunta del secondo obiettivo e del nuovo sensore. Non è un acquisto d’impulso, ma nemmeno un capriccio se si considera per cosa la si userà davvero, non per il gusto di avere l’ultimo modello uscito. La versione Standard costa 609euro che diventano 699 per la versione Blog.

Consigliata? Sì, con una premessa

La consiglio a chi fa video sul serio, non necessariamente per lavoro, ma con costanza: chi tiene un diario di viaggio, chi documenta la vita di tutti i giorni senza volersi portare dietro un ingombro maggiore, chi vuole margine di intervento in post produzione grazie alla gamma dinamica ampia. A chi possiede già la Pocket 3 e la usa raramente, consiglierei di aspettare, o quantomeno di valutare se il secondo obiettivo giustifica la spesa per il proprio uso specifico. A chi punta soprattutto ai selfie e alle riprese in solitaria, invece, il consiglio è uno solo: prima di comprare, ragionate sul bundle da acquistare perchè il FrameTap potrebbe non essere disponibile nel bundle scelto. Io l’ho fatto, e ora però sono costretto al piano B: usare lo smartphone come schermo per il remote control :).


Una risposta a “DJI Osmo Pocket 4P, la mia recensione”

  1. […] DJI Osmo Pocket 4P: recensione, zoom e gamma dinamica a 17 stop → […]

    "Mi piace"

Lascia un commento